martedì 27 giugno 2017

Lavoro accessorio: i nuovi Voucher

Al via dal 10 luglio la nuova piattaforma online sul sito dell’INPS

A partire dal 10 luglio sarà operativo il nuovo sistema di voucher, finalizzato a disciplinare il lavoro a carattere accessorio. In particolare, il sito dell’INPS predisporrà una piattaforma informatica in attuazione del D. L. n. 50/17, oltre a comunicare le principali istruzioni operative. 
Sia nei confronti delle imprese che delle famiglie è previsto un limite massimo alla collaborazione pari a 2.500 euro annui per lavoratore (5.000 euro per il totale dei lavoratori). Rispetto alla disciplina previgente, l’utilizzo dello strumento viene reso tracciabile dall’onere posto in capo al datore di lavoro, eccezion fatta per le famiglie, di inviare un’idonea comunicazione all’INPS (un’ora prima dell’utilizzo) dei voucher di cui intende avvalersi, il cui acquisto viene perfezionato online. 

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Permesso di soggiorno, nuovi contributi

Con il decreto del 9 giugno variano gli importi per il rilascio del permesso di soggiorno

In seguito alla sentenza del Consiglio di Stato del 26 ottobre 2016 n. 4487, che aveva annullato la tassa sul permesso di soggiorno di importo variabile a seconda del titolo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha introdotto dei nuovi importi per il rilascio del permesso, validi per tutte le tipologie di titolo.
In particolare, il Decreto Ministeriale e la relativa Circolare attuativa del 9 giugno 2017 hanno determinato il contributo nella misura di 40,00 euro per i permessi di soggiorno che vadano dai tre mesi ad un anno, di 50,00 euro per i permessi di soggiorno che vadano da un anno ai due anni e di 100,00 euro per il permesso da soggiornante UE di lungo periodo e per dirigenti e lavoratori specializzati. A tale contributo vanno aggiunti i costi, rimasti invariati rispetto alla disciplina previgente, relativi alla marca da bollo, alla stampa del documento elettronico e ai servizi di spedizione del permesso.

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Fallimento e società in liquidazione

Per le società in liquidazione si deve verificare l’adeguatezza del patrimonio e non la capacità di proseguire l’attività

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 12382 del 27 gennaio 2017, depositata il 17 maggio scorso, ha innanzi tutto evidenziato che l’onere della prova dello stato di insolvenza grava non sul debitore ma sul creditore che propone l’istanza di fallimento, in applicazione dall’art. 2697 del codice civile, che al comma 1 dispone “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.”, mentre sul debitore grava la prova della sussistenza di eventuali elementi che possano escludere la sua fallibilità, come ad esempio le esclusioni previste dall’art. 1, comma 2, della Legge Fallimentare:

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Leasing, quando c’è la restituzione dei canoni?

La restituzione dei canoni dipende a seconda che il leasing sia configurabile come di "godimento" o "traslativo"

I contratti di leasing si differenziano nella sostanza a seconda dello scopo e delle caratteristiche del bene oggetto del contratto.
La questione, affrontata dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite già nel 1993, è oggetto di una recente ed interessante Sentenza della Corte di Appello di Napoli (n. 723 del 16/2/2017).
Il leasing finanziario, secondo la Corte di Cassazione, Sezioni Unite (Sentenza n. 65 del 7/1/1993) si differenzia in “leasing di godimento” ed in “leasing traslativo”. Nel primo caso la forma è “caratterizzata da una stretta inerenza del contratto alle finalità dell’impresa” ed ha durata “pari all’obsolescenza tecnico-economica del bene”, quindi il bene perde il proprio valore al termine del contratto; nella seconda fattispecie la durata del contratto è inferiore al tempo di obsolescenza del bene e non rileva neppure la figura soggettiva dell’imprenditore.

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I diversi regimi della tassazione

Esistono tre tipologie di regimi di tassazione delle rendite finanziarie: differenze e vantaggi

Nel nostro Paese, il legislatore ha previsto la tassazione di tutti i proventi che derivano dagli strumenti finanziari e degli investimenti, anche se in maniera differente in base alla tipologia di strumento finanziario, alla società o ente emittente o a seconda che siano redditi da capitale oppure redditi diversi di natura finanziaria, ecc (per approfondire l’argomento leggi l’articolo “Tassazione delle rendite finanziarie”).

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P.I.R.: ottima diversificazione del portafoglio finanziario

Ma attenzione ai costi che potrebbero incidere significativamente sulle performances del Piano

Con la Legge di Bilancio 2017, anche il nostro Paese si allinea all'esperienza di Francia e Gran Bretagna nel tentativo di creare strumenti finanziari capaci di instaurare un legame virtuoso tra risparmio delle famiglie ed economia reale.  
A questo scopo, ad Aprile 2017, sono nati i Piani Individuali di Risparmio (PIR), Fondi comuni che consentono di investire, in gran parte, in azioni ed obbligazioni di PMI Italiane e/o anche in Aziende Europee con stabile organizzazione in Italia; anche se sono sempre esistiti strumenti con tali caratteristiche, i PIR si differenziano per le agevolazioni fiscali che li caratterizzano, essendo completamente esenti da Imposta di successione e garantendo l'esenzione dalla tassazione dei redditi da capitale, se conservati cinque anni; tale prerogativa non li rende però vincolati poichè liquidabili in qualsiasi momento, qualora i mercati dovessero dare segnali di stress importanti.  

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Cos`è una SERRA BIOCLIMATICA e come si installa

Caratteristiche tecniche delle serre, caratteristiche costruttive, dimensioni ammissibili, normativa di riferimento per la loro realizzazione

Il mio primo approccio professionale con le serre bioclimatiche è nato studiando le architetture, soprattutto pubbliche, nord europee, che hanno iniziato ad inserire questo elemento sulle facciate facendolo diventare al contempo elemento di facciata ed elemento, se cosi si può chiamare, impiantistico.Ma cosa è in effetti un serra BIOCLIMATICA? 
Anzitutto occorre sgombrare il campo da un equivoco comune: la serra bioclimatica non è una veranda. Vero è che l’utilizzo di questo elemento permette la realizzazione di un volume aggiuntivo alla volumetria, che sia essa abitativa, commerciale o terziaria, che ha portato, nella sua evoluzione, alla creazione di quelli che si possono definire “giardini d’inverno“; la serra, a differenza della veranda deve avere obbligatoriamente un orientamento particolare e caratteristiche precise per poter essere identificata come una costruzione in bioedilizia.

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Con il “Metodo delle 5S” si inizia a fare Qualità

Come i giapponesi ci insegnano a riordinare i luoghi di lavoro in modo permanente

Anche le cose più complesse hanno fondamenta semplici. Oggi parliamo del metodo delle 5S, “inventato” dai giapponesi, ma in realtà ben noto ad ogni massaia o buon magazziniere. Il metodo, descritto per primo nel virtuoso dopoguerra nipponico, prevede 5 fasi per lavorare meglio e rendere al massimo in qualsiasi ambiente. 
Fase 1 “Separare”, cioè togliere dagli ambienti lavorativi gli oggetti, gli attrezzi, i materiali che non servono o che servono raramente, catalogandoli 

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La gestione commercianti Inps per il socio

La Corte di Cassazione torna sul tema dell'iscrizione Inps per il socio e ribadisce il proprio orientamento favorevole al contribuente

L’iscrizione alla gestione commercianti è obbligatoria ove si realizzino congiuntamente: 
          -          la titolarità o gestione di imprese organizzate e/o dirette in prevalenza con il lavoro proprio e dei propri familiari; 
          -          la piena responsabilità ed i rischi di gestione, con l’unica eccezione dei soci di S.r.l. per espressa previsione normativa; 
          -          la partecipazione al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza;  
          -          il possesso di licenze e qualifiche professionali se richiesto da norme e regolamenti per l’esercizio dell’attività propria. 

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La retribuzione del socio accomandante

Lavoro subordinato e socio accomandante

Nel caso di società in accomandita semplice (s.a.s.) possiamo trovare la figura del c.d. socio lavoratore, ovvero un soggetto obbligato a prestare la propria attività lavorativa, che conferisce nella società. In questo caso è proprietario della società come gli altri soci e di conseguenza partecipa alla gestione della società ed al rischio d’impresa nei limiti però del proprio conferimento alla società, oltre ad avere una retribuzione diretta per il lavoro prestato. 

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