lunedì 21 agosto 2017

Il “passaggio generazionale” in azienda

In Italia la successione aziendale viene vista come una vera e propria “tragedia” dal Proprietario e/o dal Fondatore, ecco gli errori più frequenti

Attaccamento all’impresa. Molto spesso l’imprenditore non riesce ad abbandonare la gestione dell’impresa che ha creato e in cui si identifica; Gestione accentrata. Una gestione verticistica, senza la creazione di una efficiente struttura manageriale di supporto, comporta che nel momento della successione l’unica persona in grado di conoscere i meccanismi di governo dell’azienda è l’imprenditore stesso. 
Rimozioni totalizzanti e timore di invecchiare. La normale e umana paura della morte e di invecchiare determina che il momento della successione venga procrastinato “sine die”, mentre un atto di pianificazione significherebbe affrontare tali problematiche, dunque risolverle e non rimuoverle. 

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“…E adesso come investo i miei soldi?”

Bassa inflazione e bassa crescita economica han portato i tassi dei titoli di Stato in negativo. Non parliamo poi dei rendimenti…

Non è facile per un piccolo risparmiatore decidere su cosa investire oggi, in tempi dove i tassi sono molto bassi e rimarranno a questi livelli per molto tempo.
Solo un forte aumento dell’inflazione potrebbe indurre  la BCE a cambiare la sua politica monetaria, ma attualmente sembra impossibile.
I tassi bassi, come le altre misure di politica monetaria, tipo il Quantitative Easing, sono necessari sia per evitare che l’inflazione scenda troppo e sia per rilanciare l’economia che presenta una crescita troppo debole per creare posti di lavoro.

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Vincolo di destinazione: mettere i beni al sicuro

Il “Vincolo di destinazione” prevede un’ulteriore eccezione al principio in base al quale il debitore risponde alle obbligazioni con beni propri

Il “Vincolo di destinazione” è stato introdotto in tempi relativamente recenti (2006, art. 2645 ter c.c.) e  prevede un’ulteriore eccezione al principio di responsabilità patrimoniale generica (in base alla quale, di norma, il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i propri beni, presenti e futuri).
E’ in tal modo possibile destinare determinati asset (per un periodo massimo di novant’anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria) alla realizzazione di specifici scopi, gravando gli stessi con apposito vincolo, cui dare apposita pubblicità.
E’ il caso di affermare con sicurezza che in tal modo si attua un pieno effetto segregativo su tali beni (e sui loro frutti), che divengono così pignorabili solamente per debiti contratti per il fine di destinazione.

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In banca o in posta: cosa è più sicuro?

Domanda che spesso mi viene fatta: i risparmi sono più al sicuro alla Posta o in Banca?”

Una risposta superficiale prevedrebbe all’incirca “…Dipende, cioè se i suoi risparmi depositati in banca sono investiti in strumenti finanziari come azioni, non delle banca, obbligazioni non della banca, fondi ed etf di più gestori, non dovrebbe correre rischi, a parte i consueti rischi che si corrono quando si investe in strumenti finanziari, cioè il rischio mercato per le azioni o il rischio tassi o rischio emittente per le obbligazioni….” Apparentemente, nulla da eccepire in prima battuta. Io aggiungo SEMPRE che se il portafoglio del Cliente è ben diversificato e costruito in base ai Suoi bisogni, alle Sue aspettative, al Suo profilo di rischio, la volatilità diminuisce e di conseguenza i rischi di perdere parte del capitale investito si riducono. 

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Il Fondo Patrimoniale

Il Codice Civile consente di destinare alcuni beni al soddisfacimento di “bisogni familiari”, così rendendoli insensibili a vicende debitorie

Ecco il “fondo patrimoniale”, disciplinato dagli articoli 167 – 171 del vigente Codice Civile: un metodo relativamente semplice ed economico (con riferimento ai beni immobili, l’imposta ipotecaria e catastale sarà dovuta in misura fissa, salvo vi sia trasferimento di proprietà) per attuare un effetto segregativo su propri assets, pur rimanendone proprietari: i beni in fondo patrimoniale, così come i loro frutti, non potranno essere oggetto di azione esecutiva o cautelare, né di iscrizione ipotecaria, né saranno ricompresi in un eventuale fallimento del proprietario, in quanto – come statuito dalla Corte di Cassazione – “patrimonio separato destinato al soddisfacimento di specifici scopi che prevalgono sulla funzione di garanzia per la generalità dei creditori”.

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DDL concorrenza: le principali novità

Approvato anche dal Senato in via definitiva il DDL concorrenza, che ha un occhio di riguardo nei confronti del consumatore

Dopo un iter legislativo durato più di due anni e mezzo, lo scorso 2 agosto 2017 è stato approvato in via definitiva dal Senato il testo del ddl concorrenza, attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prima di entrare in vigore. 
Il provvedimento introduce molteplici novità per quanto riguarda le assicurazioni, le farmacie, il turismo, le poste, le banche, i trasporti, l'ambiente, l'energia, le comunicazioni e i professionisti. 
Di seguito le principali: 

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venerdì 4 agosto 2017

Napoli, al via l’anagrafe unica anche nelle città

Dopo alcuni mesi di stallo, riprende il progetto che semplifica la burocrazia e la vita ai cittadini

Napoli sarà la prima città a sperimentare la nuova Anagrafe nazionale che prevede, nel prossimo futuro, un solo archivio centrale che varrà per tutti i cittadini residenti in Italia al posto delle 8 mila anagrafi dislocate sugli altrettanti Comuni sparsi nel nostro territorio. Il capoluogo campano ha fatto sapere che i primi test sulla prima municipalità che conta 100mila persone cominceranno entro la fine di questa estate. Mentre la successiva fase di “presubentro” avverrà entro la fine del 2017.  
L’anagrafe unica era stata introdotta da un Decreto ministeriale che voleva renderla operativa già dal 2014, data che è stata poi procrastinata al 2016 fino a non farne più nulla finora con la sola eccezione a far da prova del Comune di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna che conta circa 17mila residenti.

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Pianificazione Successoria: soluzione suggerita

Ecco quali sono le misure concrete da adottare per un particolare caso di successione ereditaria

Ci eravamo lasciati con la storia di Giovanni e le sue preoccupazioni. Abbiamo visto quali sono le priorità per una corretta pianificazione successoria ed alcune criticità riguardanti i beni presenti nell’asse ereditario del cliente (si veda articolo precedente). 
Oggi affronteremo in maniera pratica la questione fornendo le misure concrete adottate per rispondere alle esigenze di Giovanni. 
Intanto la compagine familiare risulta essere abbastanza semplice in quanto composta unicamente dalla moglie e dai due figli, i quali, in base alle norme sulla successione legittima (cioè in assenza di testamento) avranno diritto ad 1/3 ciascuno dell’asse ereditario. 
Nel caso in cui Giovanni volesse fare testamento, le quote di legittima, in base al codice civile, risultano essere: 1/4 alla moglie Gianna, 1/4 al figlio Giuseppe ed 1/4 al figlio Gino, relegando pertanto la sua quota disponibile al restante quarto del patrimonio. 

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Pianificazione Successoria: alcuni concetti

Quali attenzioni si devono porre per effettuare una corretta pianificazione successoria?

Oggi vi racconterò la storia di Giovanni, ex dirigente d’azienda in pensione, sposato con due figli ormai adulti. Giovanni possiede l’appartamento, dove vive con la moglie Gianna, una casa al mare ed una in montagna. Possiede anche una discreta disponibilità finanziaria (tra fondi, titoli, polizze e liquidità) per circa 1mln di € e delle partecipazioni societarie per circa 400mila €.
Giovanni è preoccupato che una sua prematura dipartita possa provocare qualche problema in termini di fruibilità degli immobili, che vorrebbe lasciare per l'intera proprietà alla moglie (escludendo quindi i 2 figli, ai quali andrebbe comunque una quota del "Finanziario"). Giustamente si chiede come fare: sarà sufficiente un testamento ben redatto? Quali attenzioni deve porre per gestire questa sua disponibilità di denaro o le quote societarie? Vedremo in questo e nell’articolo che seguirà come abbiamo affrontato e risolto il problema di Giovanni.

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Stato con sovranità monetaria

Fondamenti di macroeconomia

A partire dall’ultima decade del secolo scorso la finanza ha subito uno mutamento al pari di un organismo geneticamente modificato passando da una funzione di fisiologico supporto dell’economia reale ad un ruolo di totale sostituzione e dominio della stessa.
Questo è stato possibile attraverso la creazione di strumenti finanziari altamente speculativi fine a se stessi, sempre più sofisticati e in grado di generare, grazie anche al processo di globalizzazione nel frattempo intercorso, concentrazioni di ricchezze finanziarie mai viste prima ed enne volte superiori ai PIL dei paesi economicamente più sviluppati.

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